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Il piede si trova alla base del sistema di controllo antigravitario (sistema posturale o di equilibrio) che consente all'uomo di assumere la postura eretta e di spostarsi nello spazio. Il piede è sia un effettore sia un ricettore, ossia riceve ed esegue dei comandi (risposta motoria), tramite i muscoli, e nel contempo, interagisce col resto del corpo sia attraverso le catene muscolari sia fornendo costanti informazioni provenienti dagli esterocettori cutanei presenti sulla sua pianta e dai propriocettori dei suoi muscoli, tendini e articolazioni.

Gli esterocettori cutanei del piede sono ad alta sensibilità (0,3 g) e rappresentano l'interfaccia costante tra l'ambiente e il sistema tonico posturale o dell'equilibrio. Le informazioni plantari infatti sono le uniche a derivare da un recettore sensoriale fisso a diretto contatto col suolo.

Pertanto il piede è considerato il principale organo di senso e di moto antigravitario del corpo umano, come si denota nelle rappresentazioni motorie e sensitive dell'homunculus.

Citando testualmente il Dr Pisani, specialista in Ortopedia, apprendiamo che:

Il piede completa la sua morfologia (morfogenesi) acquisita nel corso dello sviluppo individuale sulla scorta delle scelte evolutive della specie (filogenesi) e per le informazioni che riceve dal mondo esterno" (Trattato di chirurgia del piede -1993)

Da questo estratto si evince che per una corretta morfogenesi del piede concorrono

  • La genetica trasmessa ereditariamente

  • l'informazione ambientale

Il piede deve crescere sollecitato dagli stimoli ambientali che concorrono con l'informazione genetica nel raggingimento di una corretta morfogenesi.

Il FISIOLOGICO piatto-valgismo del bimbo di 3-4 anni, non correttamente interpretato, trova in “mezzi ortesici inopportuni e dannosi” il mezzo disinformativo (esclusione dall'ambiente) che ne condiziona la corretta morfogenesi.

Le ortesi meccaniche utilizzate da ormai più di un secolo (calzature ortopediche, quarto di sfera, volta di sostegno, plantari ortopedici di sostegno, ecc) non fanno altro che eliminare le informazioni esterne rendendo “cieco” il piede ed essendo come ingessato vi sarà una riduzione del tono muscolare.

Quindi una diagnosi di piede piatto a 3-4 anni è precoce.

Per tutti questi motivi bisogna aiutare il piede a “guardare” il mondo utilizzando calzature morbidissime e senza alcun sostegno o correzione interna e, quando possibile, il piede deve essere nudo (o con calze antiscivolo).

Sempre citando il dr.Pisani:

Solo il 2% dei piedi calcaneo valghi osservati all'età di 3 anni non raggiungerà, ai 6-7 anni (completamento morfologico del piede) il corretto assiamento del calcagno.

Ciò vuol dire che senza l'introduzione di alcun "sostegno" e facilitando il piede al contatto con li stimoli ambientali, esso avra una corretta morfogenesi nel 98% dei casi.

 

 

Trattato del piede 1993 - Pisani / Podologia non lineare - Moro

 

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Novembre 2017
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